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I miei CD

 

J'ay pris amour

Vincenzo Galilei, Fronimo

Folias

 

J'ay pris amour

E lucevan le stelle Records EL962305

 

File MP3

Traccia 1. Petit Vriens

 

Indice dei brani
Guglielmo da Pesaro
(c.1420-d.1484)
1. Petit Vriens
2. Leoncello
3. Marchesana
Anonimo
16. De tous bien
17. a recercar (f. 56) [VIII]
18. recercar (f. 82) [XIII]
19. Co(n)te(n)to in foco sto com fe(nice) (f. 70)
20. Terana (Tirana mia)
21. Recercate d(e) Gasp.(aro)
22. a recercar (f. 197)
23. Recerchata de antonio (f. 101)
24. tanto me desti (f. 103)
Anonimo
4. Ja pregamore (J’ay pris amour)
5. a recercar (f. 74) [XI]
6. arecercare (f. 27) [I]
7. a recercare (f. 29) [II]
8. senza titolo (Fortuna desperata)
9. Bassada(n)za (f. 35)
10. A recercar (f. 46) [IV]
11. e Ladre
12. A recercar (f. 49) [V]
Francesco Spinacino
(XV-XVI sec.)
25. Ave Maria
26. Recercare
27. La Bernardina de Josquin
28. Recercare
29. Recercare
Guglielmo da Pesaro
13. Voltati in ça Rosina
14. Iove
15. Pizochara
Fonti
nn. 1-3; 13-15:Guglielmo Ebreo (Giovanni Ambrosio)
De pratica seu arte tripudii, Paris, Bibliothèque Nationale, fonds ital. 476 ;

la musica dei nn. 1 e 13 si trova in Domenico da Piacenza,
De arte saltandi et choreas ducendi, Paris, Bibliothèque Nationale, fonds ital. 972

nn.4-12; 16-24:Biblioteca Oliveriana, Pesaro, ms. 1140
nn. 25-29: Francesco Spinacino, Intabolatura de lauto Libro I, Venezia 1507 Guglielmo Ebreo da Pesaro

J'ay pris amour ha come argomento musiche del primo '500 appartenenti all'area marchigiana: il manoscritto cordiforme della biblioteca Oliveriana di Pesaro, le danze di Guglielmo da Pesaro e alcuni brani di Francesco Spinacino, pubblicati da Ottaviano Petrucci, entrambi originari di Fossombrone. Se si escludono pochi frammenti di intavolature, irrilevanti dal punto di vista esecutivo, il manoscritto cordiforme è la fonte per liuto più antica giunta fino a noi, testimone della transizione fra la tecnica del plettro e quella delle dita, ma soprattutto dello stile esecutivo legato alla tradizione degli improvvisatori che inizia ad affidarsi alla scrittura. È proprio questa situazione di passaggio che rende la lettura del manoscritto cordiforme tanto interessante quanto problematica. La scrittura non è ancora codificata come sarà a partire dalle stampe di Petrucci dell'inizio del '500: essa abbonda di segni ambigui e soprattutto la notazione del ritmo risulta di difficile decifrazione. La mia proposta per una soluzione è partita dalle intavolature dei brani di origine vocale che potevano essere messe a confronto con un modello scritto in notazione mensurale. Ho sovrapposto le prime al modello cercando di stabilire le coincidenze ritmiche principali. Quindi ho ricostruito le formule ritmiche interne alle singole battute servendomi di un elemento prezioso presente nell'intavolatura: le note poste sui tempi deboli sono identificate dai punti che indicano il colpo in su dell'indice della mano destra; le note poste sui tempi forti, suonate dal pollice, non sono invece indicate da alcun segno. Il confronto infine con alcune formule melodico ritmiche presenti nelle intavolature più evolute appena successive mi ha consentito di concludere il lavoro, spero in maniera convincente. Trovo che la musica del manoscritto, all'apparenza semplice e primitiva, contenga una carica espressiva di notevole intensità. Inoltre è già possibile identificare, in una fonte così antica, un notevole sviluppo della tecnica strumentale, sia per la difficoltà di certi brani che per la ricerca delle possibilità tecniche e sonore del liuto.

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Vincenzo Galilei, Fronimo

Stradivarius STR 33482

 

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4. Recercare del secondo tuono per b quadro

Indice dei brani
1. Calliope ***
2. Ricercare del primo tuono per b n *
3. Ricercare a quattro voci di B.M. *
4. Ricercare del secondo tuono per b n *
5. Passemezzo sesto ***
6. Romanesca sesta ***
7. Saltarello sesto ***
8. Polimnia ***
9. Ricercare del settimo tuono tuono per b *
10. A caso un giorno di Giaches Vuert a 5 voci (Jaches de Wert) *
11. Dianira ***
12. Ricercare del nono tuono per b *
13. Vestiva i colli, a 5 di Gianetto (Palestrina) *
14. Così le chiome mie, seconda parte *
15. Clio ***
16. Se ben non veggion gli occhi (Palestrina) **
17. Tanto co’ lieti suoni, Claudio da Correggio (Claudio Merulo) **
18. Che i vaghi suoni, seconda parte **
19. Fiordiligi ***
20. Io son ferito ahi lasso, a 5 di Gianetto (Palestrina) *
21. Ultimi miei sospiri, a 6 di Verdelotto (Philippe Verdelot) *
22. Moravia ***
23. Fantasia Seconda. Sopra, Anchor che col partire **
24. Aretusa (I) ***
25. Io mi son giovinetta. a 4 del Fera Bosco (Alfonso Ferrabosco) *
26. Aretusa (II) ***
Fonti:
* FRONIMO DIALOGO DI VINCENTIO GALILEI FIORENTINO, / NEL QUALE SI CONTENGONO LE VERE , / et necessarie regole del Intavolare la Musica nel Liuto… IN VINEGIA / APPRESSO GIROLAMO SCOTTO. MDLXIII
** FRONIMO / DIALOGO / DI VINCENTIO GALILEI / NOBILE FIORENTINO, / SOPRA L3ARTE DEL BENE INTAVOLARE, / ET RETTAMENTE SONARE LA MUSICA… / IN VINEGGIA, / Appresso l'Herede di Girolamo Scotto, / M.D.LXXXIIII
*** Libro d'intavolatura di liuto, nel qualr / i passemezzi, le / romanesche, i saltarelli, le / gagliarde et a ltre / cose ariose, com / poste in diversi / tempi da Vincentio Galilei / scritto l'anno 1584, Firenze, Biblioteca Nazionale, Fondo Anteriori a Galileo 6

Il Fronimo di Vincenzo Galilei è un trattato sull'arte dell'intavolare le chanson e i madrigali polifonici rendendoli eseguibili sul liuto. Questa era una pratica fondamentale per il liutista del '500, iniziata ancor prima che si creasse un repertorio di brani autonomi, come il ricercare e la fantasia, in cui questi poteva mostrare la sua abilità nel riprodurre e imitare sullo strumento gli effetti propri di un ensemble vocale. Galilei nel suo trattato mette in evidenza gli aspetti teorici di quest'arte - la fedeltà al testo originale, il problema della musica ficta (le note alterate in funzione armonica) - ma cerca anche di tradurre in pratica le sue teorie proponendo una vasta antologia di brani intavolati. Il risultato è che molti di essi ci sembrano oggi quasi ineseguibili per la difficoltà che si genera volendo a tutti i costi eseguire tessiture contrappuntistiche troppo fitte per il liuto (secondo molti questo fatto dimostrerebbe la prevalenza teorica del trattato). Ad una lettura più attenta del libro ci si rende conto tuttavia che il contenuto non è del tutto omogeneo: alcune intavolature mal si adattano ad una esecuzione fluente sul liuto e sembrano piuttosto essere state realizzate come esperimenti o per lo studio. A questo proposito Fronimo raccomanda ad Eumatio: "Avertite ch'io non ve le dò per che voi le soniate per fuggir l'otio, come si fa delle Napolitane, e altre si fatte baie; ma perché l'essaminiate diligentemente insieme con la lor musica, che c'imparerete molte cose…" Altri brani invece risultano più eseguibili e alleggeriti da qualche motivo ornamentale, più adatte ad una vera esecuzione e all'ascolto. D'altra parte è Galilei stesso a confermarci di cosa fossero capaci i migliori liutisti della sua epoca, grazie alle possibilità del liuto: "esprimere gli affetti delle Armonie come la durezza, mollezza, asprezza, e dolcezza, e consequentemente i gridi, i lamenti, gli stridi, i pianti, e ultimamente la quiete e 'l furore, con tanta grazia e maraviglia, come gli Eccellenti Sonatori nel Liuto fanno…"

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Folias

E lucevan le stelle Records EL 022311

 

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4. Tromba del Foscarini

5. Passacaglio p[er] E del Foscarini

10. Ballo di Mantova p[er] E 

Indice dei brani
Giovanni Paolo Foscarini
1. Folias sopra l’L
2. Baletto detto l’Imperialle, All’Illustriss. Sig. e Patron Colendiss. il Sig. Conte Prospero Bonarelli
3. Gagliarda detta la Manzona, Alli Molto Illustri Signori li Signori Gioseppe e Ottavio Manzoni
4. Tromba del Foscarini
5. Passacaglio p[er] E del Foscarini, f. 9v
6. Ciaccona p[er] C Foscarini, f. 14
7. Alemanda Foscarini, f. 24v
8. Corrente Foscarini, f. 23
9. Sarabanda, f. 26v
Stefano Pesori
15.Il Ricci Balletto, dedicato Al Molto Ill:tre et Molto R Padre Il Padre Fra Carlo Ricci Da S. Genesio Risplendente nello studio de Molti R. Padri di S. Eufemia Di Verona lanno 1659

Giovanni Paolo Foscarini
16. Toccata
17. Passacaglio Spagnolo
18. Toccatta Musicalle Detta la fedelle

Onofri
19.Passagallo dell’Onofri

Arcangelo Lori
20. Toccata del Sig. Arcangelo, f. 50
AntonioFlammini Marchetti
10. Ballo di Mantova p[er] E, f. 34
Giuseppe Baglioni
21. Corrente, f.99
22. Toccata, f. 66
23. Corrente, f. 96
24. Gagliarda, f. 82
25. Corrente, f. 93
Santino Garsi da Parma
11. Balletto
Anonimo
12. Gagliarda francese , f. 13v
Lorenzino del liuto
13.Gagliarda del Cavaliere del liuto, f. 11v
Anonimo
14. Corrente francese, f. 8v
Gerolamo Kapsberger (ca. 1580 - 1651)
26. Gagliarda 11
27. Gagliarda 12
28. Romanesca
FONTI:
nn. 1-3: INTAVOLATURA / DI CHITARRA SPAGNOLA, / LIBRO SECONDO… IN MACERATA, Appresso Gio. Battista Bonomo, 1629
nn. 4-10: Ms. A, Biblioteca privata Olivieri, San Ginesio
nn. 11-14, 26-28: ms. Rari Ms. b.10., Biblioteca del Conservatorio di Musica “G. Rossini”, Pesaro
n. 15: DANZE D’APOLLO / ALLE MUSE/ Scherzi della Mano / DI STEFANO PESORI, Verona 1659, Biblioteca privata Olivieri, San Ginesio
nn. 16-18: LI CINQUE LIBRI DELLA CHITARRA A LA SPAGNOLA… Roma 1640
n. 19: Ms. B, Biblioteca privata Olivieri, San Ginesio
nn. 23-28: Libro di leuto di Giuseppe Antonio Doni, Perugia Archivio di Stato, Archivio Fiumi Sermattei VII H 2
STRUMENTI:
chitarra: Parizot a Nantes, 1777
arciliuto: copia da Matteo Sellas (Venezia 1630), Renzo Zenobi, Roma 1998
tiorba: copia da Tieffenbrucker XVII sec, Klaus Jacobsen, Londra 1992

Il progetto di questo CD si è formato in seguito al ritrovamento di una serie di manoscritti in una biblioteca privata di S. Ginesio, nelle Marche. La scoperta si rivelò particolarmente interessante quando realizzai che si trattava di musiche inedite, sia di autori sconosciuti che di alcuni noti chitarristi del seicento, tra cui spiccava la figura di Giovanni Paolo Foscarini. Questi è ricordato nella storia della chitarra come uno degli innovatori della tecnica e del linguaggio di questo strumento, che fino a circa il 1630 era stato suonato solamente ad accordi pieni, ribattuti ritmicamente dai colpi delle dita della mano destra, secondo la maniera spagnola che si era diffusa, insieme allo strumento stesso, a partire dall'Italia meridionale. Foscarini introduce uno stile più elaborato, in cui questa tecnica originaria si fonde con quella pizzicata alla maniera del liuto creando così un genere misto, dove gli accordi pieni si alternano alle parti melodiche e contrappuntistiche. Finora le opere di Foscarini erano note grazie alle stampe da lui curate a partire dal 1629 fino al 1640: oggi si aggiunge questo prezioso manoscritto che, a parte poche concordanze con i libri a stampa, contiene brani del tutto inediti.

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