J'ay pris amour
Vincenzo Galilei, Fronimo
Folias
Stradivarius
STR 33482 Il
Fronimo di Vincenzo Galilei è un trattato
sull'arte dell'intavolare le chanson e i madrigali
polifonici rendendoli eseguibili sul liuto. Questa era
una pratica fondamentale per il liutista del '500,
iniziata ancor prima che si creasse un repertorio di
brani autonomi, come il ricercare e la fantasia, in cui
questi poteva mostrare la sua abilità nel
riprodurre e imitare sullo strumento gli effetti propri
di un ensemble vocale. Galilei nel suo trattato mette in
evidenza gli aspetti teorici di quest'arte - la
fedeltà al testo originale, il problema della
musica ficta (le note alterate in funzione
armonica) - ma cerca anche di tradurre in pratica le sue
teorie proponendo una vasta antologia di brani
intavolati. Il risultato è che molti di essi ci
sembrano oggi quasi ineseguibili per la difficoltà
che si genera volendo a tutti i costi eseguire tessiture
contrappuntistiche troppo fitte per il liuto (secondo
molti questo fatto dimostrerebbe la prevalenza teorica
del trattato). Ad una lettura più attenta del
libro ci si rende conto tuttavia che il contenuto non
è del tutto omogeneo: alcune intavolature mal si
adattano ad una esecuzione fluente sul liuto e sembrano
piuttosto essere state realizzate come esperimenti o per
lo studio. A questo proposito Fronimo raccomanda ad
Eumatio: "Avertite ch'io non ve le dò per che voi
le soniate per fuggir l'otio, come si fa delle
Napolitane, e altre si fatte baie; ma perché
l'essaminiate diligentemente insieme con la lor musica,
che c'imparerete molte cose
" Altri brani invece
risultano più eseguibili e alleggeriti da qualche
motivo ornamentale, più adatte ad una vera
esecuzione e all'ascolto. D'altra parte è Galilei
stesso a confermarci di cosa fossero capaci i migliori
liutisti della sua epoca, grazie alle possibilità
del liuto: "esprimere gli affetti delle Armonie come la
durezza, mollezza, asprezza, e dolcezza, e
consequentemente i gridi, i lamenti, gli stridi, i
pianti, e ultimamente la quiete e 'l furore, con tanta
grazia e maraviglia, come gli Eccellenti Sonatori nel
Liuto fanno
"
Vincenzo
Galilei, Fronimo
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Indice dei
brani
1. Calliope ***
2. Ricercare del primo tuono per b n *
3. Ricercare a quattro voci di B.M. *
4. Ricercare del secondo tuono per b n *
5. Passemezzo sesto ***
6. Romanesca sesta ***
7. Saltarello sesto ***
8. Polimnia ***
9. Ricercare del settimo tuono tuono per b *
10. A caso un giorno di Giaches Vuert a 5 voci (Jaches de Wert) *
11. Dianira ***
12. Ricercare del nono tuono per b *
13. Vestiva i colli, a 5 di Gianetto (Palestrina) *
14. Così le chiome mie, seconda parte *
15. Clio ***
16. Se ben non veggion gli occhi (Palestrina) **
17. Tanto co lieti suoni, Claudio da Correggio (Claudio Merulo) **
18. Che i vaghi suoni, seconda parte **
19. Fiordiligi ***
20. Io son ferito ahi lasso, a 5 di Gianetto (Palestrina) *
21. Ultimi miei sospiri, a 6 di Verdelotto (Philippe Verdelot) *
22. Moravia ***
23. Fantasia Seconda. Sopra, Anchor che col partire **
24. Aretusa (I) ***
25. Io mi son giovinetta. a 4 del Fera Bosco (Alfonso Ferrabosco) *
26. Aretusa (II) ***
Fonti:
* FRONIMO DIALOGO DI VINCENTIO GALILEI FIORENTINO, / NEL QUALE SI CONTENGONO LE VERE , / et necessarie regole del Intavolare la Musica nel Liuto
IN VINEGIA / APPRESSO GIROLAMO SCOTTO. MDLXIII
** FRONIMO / DIALOGO / DI VINCENTIO GALILEI / NOBILE FIORENTINO, / SOPRA L3ARTE DEL BENE INTAVOLARE, / ET RETTAMENTE SONARE LA MUSICA
/ IN VINEGGIA, / Appresso l'Herede di Girolamo Scotto, / M.D.LXXXIIII
*** Libro d'intavolatura di liuto, nel qualr / i passemezzi, le / romanesche, i saltarelli, le / gagliarde et a ltre / cose ariose, com / poste in diversi / tempi da Vincentio Galilei / scritto l'anno 1584, Firenze, Biblioteca Nazionale, Fondo Anteriori a Galileo 6
FoliasE lucevan le stelle Records EL 022311
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Indice dei brani |
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Il progetto di questo CD si è formato in seguito al ritrovamento di una serie di manoscritti in una biblioteca privata di S. Ginesio, nelle Marche. La scoperta si rivelò particolarmente interessante quando realizzai che si trattava di musiche inedite, sia di autori sconosciuti che di alcuni noti chitarristi del seicento, tra cui spiccava la figura di Giovanni Paolo Foscarini. Questi è ricordato nella storia della chitarra come uno degli innovatori della tecnica e del linguaggio di questo strumento, che fino a circa il 1630 era stato suonato solamente ad accordi pieni, ribattuti ritmicamente dai colpi delle dita della mano destra, secondo la maniera spagnola che si era diffusa, insieme allo strumento stesso, a partire dall'Italia meridionale. Foscarini introduce uno stile più elaborato, in cui questa tecnica originaria si fonde con quella pizzicata alla maniera del liuto creando così un genere misto, dove gli accordi pieni si alternano alle parti melodiche e contrappuntistiche. Finora le opere di Foscarini erano note grazie alle stampe da lui curate a partire dal 1629 fino al 1640: oggi si aggiunge questo prezioso manoscritto che, a parte poche concordanze con i libri a stampa, contiene brani del tutto inediti. |